Ice Cream House

5 Ago

gelato

Oggi il nostro blog è iniziato mangiando del gelato, e ci siamo chiesti quali sono le sue origini e qualche curiosità.

Il primo gelato risale alla Cina di 2000 anni fa, ed era preparato mettendo nella neve riso e spezie. Già nel XIII secolo questi dolci si potevano acquistare per le vie di Pechino.

In Italia fu importato da Marco Polo e nel 1533 si diffuse per mezzo di Caterina De Medici  che gustava un dessert semifreddo a base di crema dolce, molto simile a quello attuale.

Inizialmente era un cibo riservato ai ricchi, ma poi, un certo Blasius di Villafranca, medico spagnolo, scoprì una nuova procedura innovativa di preparazione basata sul salnitro.

Un altro ingrediente fondamentale del gelato è lo zucchero, che si diffuso in Italia a partire dall’importazione, sotto il dominio islamico della Sicilia, della canna da zucchero.

La parola sorbetto deriva dall’arabo sherbet (dolce neve), perché in tempi antichissimi, nel mediterraneo, si mescolava la neve con succhi di frutta e miele; anche i faraoni d’Egitto offrivano agli ospiti calici d’argento divisi a metà, una piena di neve , e l’altra di succhi di frutta.

La prima gelateria nacque nel luglio del 1800 nei dintorni di Philadelphia in America, e fu creata da mr. Bosio, e la gelateria si chiamava Ice Cream House.

Esiste in Italia un museo interamente dedicato al gelato, che si trova poco distante da Bologna.

Dal nostro sondaggio interno, il pistacchio è il gusto preferito. Seguono nocciola e stracciatella, ma di una cosa siamo certi: il gelato piace a tutti.

E il timo fu

29 Lug

Mercoledì 27 c’è stata la seconda edizione della festa del timo che abbiamo dedicato a Farnaz. M. dice:<<Ho trascorso una serata bellissima insieme ai miei genitori che sono venuti direttamente dalla calabria. Ballare e cantare mi ha riportato ai giorni in cui stavo bene. Ho visto gli operatori nella veste di animatori.>> Anche M. dice che anche se è andato a letto presto, le sue aspettative sono state soddisfatte. L. si è divertito, è stato bene e vorrebbe che l’anno prossimo durasse di più. Ha fatto la riflessione che ci si può divertire anche senza fare uso di alcolici. L. è andato a dormire, si aspettava poche persone e invece è rimasto sorpreso perché non ama molto stare in mezzo alla gente. D. è stata bene e spensierata. E’ riuscita a godersi la serata. M. è stato felicissimo, ha ballato tutta la sera. M. si aspettava un maggior numero di persone, poi però si è detta di non sprecare questa occasione, ha scelto di ballare con M. e ha pensato che l’anno prossimo potrebbe invitare i suoi familiari, vista la presenza dei genitori degli altri ospiti. Ha visto gli operatori in un’altra veste e la musica gli è piaciuta, è riuscita a divertirsi e la musica è stata più bella senza usare sostanze. Da questo abbiamo capito che riusciamo a divertirci senza alcol e senza fare uso di droghe. Un ringraziamento speciale a DJ Fede.

Festa del Timo 2016 Passaggi

22 Lug
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Varietà di Timo

Il Timo del genere Thymus appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, che comprende molte varietà e cresce spontaneo soprattutto nelle zone aride, sassose e soleggiate, sia in pianura che in montagna, ancora più frequente nelle zone di mare.

E’ un’arbustiva perenne alta circa mezzo metro, con un fusto legnoso nella parte inferiore, molto ramificato che forma dei cespugli compatti, che a seconda della specie cambiano forma e colorazione.

La storia del Timo è antichissima. Gli antichi egizi lo usavano nei processi di imbalsamazione. I greci lo usavano nella cura del corpo e lo bruciavano come incenso per adorare le divinità. Inoltre consideravano il miele di Timo molto prelibato, pensando che infondesse coraggio e vigore. Ugualmente i soldati romani che si cospargevano il corpo di acqua e Timo.

Nel medioevo si metteva sotto al cuscino per facilitare il sonno e per tenere lontano gli incubi, mentre nel rinascimento veniva cotto nel vino e utilizzato per gli asmatici e le infezioni, e guarire dagli avvelenamenti.

Il Timo è una pianta utile contro l’asma, il raffreddore e il mal di testa, usata anche per pelli stanche e capelli grasse, con numerose proprietà antisettiche, digestive, ed è un ottimo rimedio per tosse e bronchite.

Il Timo si sposa ben con molti cibi, come carne, pesce, verdure, verdure, oli e aceti aromatici. Si usa anche per profumare vini e preparare liquori. Il suo infuso è un ottimo sostituto del té e del caffé.

Per tutti questi motivi vi invitiamo a partecipare alla nostra Festa del Timo, molto presente nelle nostre zone, che useremo per condire i piatti protagonisti della serata.

Chi indovinerà il nome della varietà di Timo che useremo nei piatti, vincerà la celeberrima pipa del Dott. Marino De Crescente, premio molto ambito, spontaneamente messa in palio anche quest’anno.

Il monastero del Sacro Speco

15 Lug

Una passeggiata attraverso i luoghi che hanno caratterizzato la vita e le opere di S. Benedetto da Norcia.  I monasteri benedettini sono la cornice nella quale vengono documentati i vari avvenimenti della vita del Santo e le usanze dell’epoca.


monastero prospettivaIn questo luogo visse S. Benedetto da Norcia per 3 anni e fu edificata nell’XI sec. per volere dell’abate Umberto e ultimato nella seconda metà del XIII sec. Fu consacrato da S. Francesco d’Assisi nello stesso periodo che in quel tempo si trovava a Subiaco.

All’interno infatti si trova un dipinto di S. Francesco senza stimmate e senza aureola che fa presumere sia stato antecedente alla sua morte (dipinto prima del 1224).

All’interno ci sono dipinti della scuola del Perugino (XVI sec.), della scuola Senese (XIV sec.) sulla vita di Gesù, affreschi umbro-marchigiani che rappresentano S. Benedetto e S. Scolastica (sua sorella).affresco scuola senese

Nella chiesa inferiore (dove si trovano dipinti della scuola popolare romana) si accede al Sacro Speco o Santa Grotta dove S. Benedetto trascorse tre anni da eremita.grotta sacro speco

La Scala Santa consente l’accesso alla cappella della Madonna dove si conservano le ossa del Beato Lorenzo Loricato e da qui si scende ancora nella grotta dei Pastori dove S. Benedetto faceva catechesi ai pastori della zona.

All’aperto il roseto di S. Benedetto dove s.Francesco innestò delle rose. (dipinto del XVII sec. opera del Manenti).

Recenzione del film KPax

8 Lug

Commenti Film KPax
10.06.2016

Marianna C.: Si era creato un alter ego per non vivere il dolore, derivante dal trauma, per la uccisione della figlia e della moglie.
Ma l’ipnosi non lo porta a superare il trauma. Ma a stare in uno stato catatonico (in uno stato di assenza di scopi in quel momento).
Lui era un catalizzatore del cambiamento degli altri.
Aveva con i pazienti un rapporto umano non medicalizzato. Lui con una scusa l’uccello azzurro riesce a far uscire un paziente dalla struttura.
Parla molto del tema sugli errori commessi dalle persone sulla terra.

Norma: il Fobico riesce ad uscire quando sta rischiando di morire! Ovvero la percezione del rischio di vita annulla ogni remora e limite potendolo quindi superare.

Vincenzo.:Ipotesi avvalorata dell’alieno ovvero nel filme sembra fare riferimento alla presenza di un alieno sulla terra.

Matteo: Un film difficile “strano”.

Marco: Per me noioso e troppo lento

Carmine: Come una cosa già vista (familiare, nel quale mi rivedo)

Debora:preferisce film sui licantropi.

 

Il gruppo del blog si è espresso e voi che ne pensate?

Maccheroni alla chitarra by fatima

10 Giu

Ingredienti: kg 1,5 circa di farina di grano duro 10 uovo, sale.
Versare la farina, a fontana, sulla “spianatora” di legno; rompervi nel centro le uova ed unirvi un pizzico di sale.

Iniziare la lavorazione con la punta delle dita, portando progressiva mente la farina verso il centro; quando la “massa” avrà raggiunto una certa consistenza, continuare ad impastare con ambedue le mani fino ad ottenere un impasto duro, ma non eccessivamente, aggiungendo o togliendo, se necessario, un po’ di farina. La pasta va lavorata il più a lungo possibile. A lavorazione ultimata, versare qualche goccia d’olio sul palmo delle mani e dare un’ultima… carezza, un po’ energica, all’impasto; metterlo a riposare per un paio d’ore, e anche di più, in una “vazia” leggermente infarinata e coperta da un piatto, in un luogo fresco e riparato dall’aria.

Al momento opportuno la “panetta”, o per meglio dire le “panette”, tondeggianti e riposate, si lasceranno docilmente stendere con il matterello in sottili sfoglie da tagliare a rettangoli larghi secondo la larghezza della chitarra. Posare i rettangoli, uno alla volta, sulla chitarra ed appoggiarvi sopra il matterello che, in seguito ad un movimento più di pressione che di distensione, ridurrà la pasta, tagliata dai fili d’acciaio dell’arnese, in biondi fili che cadranno sulla “spianatora”. Lasciar asciugare un poco i maccheroni, poi gettarli in acqua salata abbondantissima ed in forte ebollizione. Dopo qualche bollore, aggiungere un poco d’acqua fredda per fermare la cottura, scolare la pasta e condirla con un sugo a piacere.

maccheroni-chitarra-con-pallottine

Il maccherone alla chitarra È un piatto tipico abruzzese e si fa con uno strumento di legno chiamato chitarra, e si condiscono con un ragù di carne.

(ricetta tratta da  http://www.abruzzoturismo.net/cucina-abruzzo/primi-piatti-abruzzo.html )

Riflessioni di percorso:

13 Mag

Ho subito lo stesso destino dell’erba schiacciata da un sasso: vorrebbe crescere e cercare il sole ma non ce la fa. Cercare il silenzio se vuoi ritrovare la tua anima (diceva un vecchio saggio).

Passo le mie giornate a guardare gli alberi e ho imparato a conoscerne tutti i segreti. Ogni volta che mi avvicino ai loro fusti ho l’impressione che mi riconoscano. Mi sono smarrita come un uccello che vola in alto libero e felice, ma improvvisamente perde le forze e cade in un terreno sconosciuto. Una grande incertezza si è impossessata di me e ogni avvenimento mi causa preoccupazione e ansia.

Infatti, in questo ultimo periodo, ho lavorato poco e male, le idee sembrano essere sprofondate nelle sabbie mobili della memoria. Anche le mie piu’ dense riflessioni si sono assopite. Si ha la sensazione di essere stati abbandonati da quell’entita’ misteriosa che ci ha accompagnato per tanto tempo proteggendoci.

Quando attraversiamo un periodo difficile della vita sarebbe opportuno ritrovarci in un posto isolato, fra persone e cose semplici, dove non ci siano ne’ emozioni troppo violente ne’ scadenze obbligate perché potrebbero turbare il nostro stato emotivo già molto compromesso, se sono venuta qui è proprio per isolarmi dal mondo ma spesso è molto difficile.

Nella vita bisogna abituarsi soprattutto a due realtà affinchè il percorso ci appaia piu’ sopportabile e meno faticoso: al trascorrere del tempo che lascia i suoi segni sul corpo e sull’anima e di conseguenza alle rinunce. In questo luogo non devono esistere le falsità e le menzogne perché non troverebbero terreno adatto per crescere.

dalla nostra blogger M.

Il Lonfo

13 Mag

IL LONFO

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa legica busia, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto
t’ alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

F. Maraini

calzone……nel senso che se te li mangi troppi non ti entrano più

15 Apr

Ingredienti:

1kg di farina 0,

acqua 50%,

lievito di birra 5gr

se avete poco tempo acqua tiepida

un cucchiaino di sale,

olio q.b.

2 cucchiai d olio.

per il ripieno:

prosciutto cotto e mozzarella,

wurstel e mozzarella,

salsiccia e funghi,

speck e brie

mozzarella di bufala e pachino,

broccoletti e salsiccia.

 

…e buon appetito!!!

Passaggi on the snow

11 Mar

Campo felice è una località sciistica in provincia dell’ aquila ( matteo sostiene che c’ erano molti chietini). ci siamo suddivisi in vari gruppi (snow board, slittino, sci,passeggiate) c’era poca neve e papposa, però piacevole. anche grazie al sole che ha ustionato debora e filippo.

alessandra si è divertita tantissimo soprattutto nella fase in cui si ballava. abbiamo mangiato panini con la mortazza,crudo e cotto preparati da parti Ivanooo, ma c’erano probabilmente panini con la frittata mangiati da ignoti (rosella,giuliana). carmine ha apprezzato lo chalet dove ci siamo riposati. debora si e divertita sullo slittino. abbiamo fatto tante foto e Monica sostiene che la dimensione gita è stata piacevole per la situazione straordinaria che si è creata.Fatima si è divertita solo sul furgone….a parte gli scherzi si era divertita piu a monte livata! Filippo si è divertito a sciare con simone e Marianna G, poi ha insegnato a fare snow board ad Elisa C, Marianna A, Valerio. Anche Elisa N si è divertita molto.

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