“RIPIANTARE LA PALESTINA” (REPLANT PALESTINE)

5 apr

Ni’lin ha perso 1100 dei suoi alberi d’oliva, a partire dalla costruzione del muro dell’apartheid nel 2008. Alcuni di essi sono stati distrutti dai bulldozer, altri bruciati: una tragedia per una società dipendente dalla raccolta delle olive.

Esiste un progetto che si propone di ripiantare tutti gli alberi persi a partire da gennaio 2012. Vi si può partecipare facendo una donazione o semplicemente facendogli pubblicità.

visita:   http://replantpalestine.org/

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Ricetta pasquale… (carsolana)

4 apr

Torta bianca e nera Carsolana (DOLCE PASQUALE)

ingredienti:

300 g di farina
220 g di zucchero
170 ml di latte
120 g di burro
4 uova
3 cucchiai colmi di cacao amaro
1 bustina di lievito in polvere
1 pizzico di sale

burro e farina per lo stampo
Procedimento:
Mettete la farina in una ciotola con lo zucchero, il sale, le uova e con uno sbattitore elettrico o con una frusta lavorate bene il tutto quindi unite il burro fuso tiepido.

Quando il composto risulterà liscio ed omogeneo unite il lievito disciolto nel latte.

Amalgamate bene il tutto quindi dividete l’impasto in due parti e in una aggiungere il cacao setacciato.
Versate l’impasto chiaro in uno stampo a ciambella di 28 cm.

di diametro ben imburrato e infarinato con un cucchiaio appoggiare delle cucchiaiate di impasto nero su quello bianco, volendo con uno stuzzicadente possiamo fare delle spirali oppure lasciarlo cosi.

Lasciate cuocere in forno ben caldo a 180° per circa 45 minuti (prova stecchino) o per 30 minuti circa nella pentola fornetto.

Fate raffreddare il dolce prima di servirlo.

SE DECIDETE DI PROVARLA…FATECELA ASSAGGIARE!

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Auguri di Buona Pasqua!!!

4 apr

Vi auguriamo una serena e santa Pasqua!

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Rettifica: A proposito di Calcio Sociale

2 apr

Il Coordinatore progetto Percorsi Migranti è Andrea Salomone e non Massimo Vailati, come erroneamente riportato nel post del 23 marzo u.s.

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L’isola e il veliero (by PPG)

28 mar

Il mio veliero è preda del mare in tempesta

La mia gente in terra ferma

Forse non tornerò mai

Ho lasciato in acqua un messaggio

Un giorno arriverà sulle coste

Su qualche spiaggia lontana,

io prigioniero in questo vento

io in acqua in un cielo nero

che lascia uno spiraglio che porta una speranza.

Se il tempo potessi fermare

Lo fermerei prima dell’imbarco

Ma ormai sono preda dei venti

Ormai devo lottare

E quanto è duro l’innalzarsi di queste onde…

Quanto è possente la furia tonante che sbatte e ribatte…

Stanotte si spegne il mondo

Questa notte nera e profonda che mi ha rapito

Mi porterà con sé verso qualcosa che assomiglia ad un’isola da scoprire

Un’isola per morire.

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Proverbi di papà Carmine e di zia Cinzia

28 mar

Chi non sa fare, non sa comandare.

Proverbi Siciliani

Li guai di la pignata li sapi la cucchiara.

(I guai della pentola li conosce il mestolo).

Rizzi, pateddi e granci, spenni assai e nenti manci.

(Ricci, patelle e granchi molto spendi e niente mangi).

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Tolleranza

26 mar

Meno dogmi, meno dispute; meno dispute, meno disgrazie: se ciò non è vero, ho torto.
La religione è istituita per renderci felici in questa vita e nell’altra. Che cosa è necessario per essere felici nella vita futura? Essere giusti.
Per essere felici in questa, per quanto lo permette la fragilità della nostra natura, che cosa è necessario? Essere indulgenti.
(Voltaire, Trattato sulla Tolleranza, cap. XXI, La Virtù vale più della Scienza)

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A proposito di CalcioSociale

23 mar

Presso la sala convegni del municipio di Carsoli (AQ), ieri, 22 marzo 2012, alla presenza del sindaco Mario Mazzetti, di Salvatore Costantino, psicologo della Comunità Terapeutica Riabilitativa Passaggi e di Bruno Conti, che nonostante l’omonimia col campione della Magica degli anni ’80 è bensì un operatore culturale del Cospe-Firenze, si è svolta la conferenza di presentazione del “Calcio Sociale” per il territorio marsicano, un modo per giocare al calcio integrando qualsiasi tipo di esperienza di diversità, sofferenza, volontarismo, buona volontà ed educazione non formale. Le sette regole del calcio sociale sono: (1) si può giocare dai 10 ai 90 anni, (2) la diversità è la regola, (3) esistono due figure, il capitano e l’educatore, (4) non ci sono arbitri né tanto meno cartellini, (5) al terzo gol, il marcatore esce, (6) per tirare il rigore viene designato “il più debole”, (7) non ci sono riserve, tutti titolari.

Nonostante alcune piccole e simpatiche difficoltà tecniche col proiettore – quasi ad indicare la semplicità di questa manifestazione, che è pur sostenuta per il piano operativo dal Fondo Europeo per l’Integrazione, tutto è iniziato in pieno poco dopo le 17 alla presenza di un centinaio di uditori. Conti ricordava a tutti, che nonostante la cronaca (Tolosa, il senegalese ucciso a Firenze, la strage di Oslo ai danni dei giovani socialisti) l’ottimismo non deve finire; il sindaco si compiaceva della presenza giovanile e del lavorio silenzioso e costante negli anni per arrivare a fare passaggi in avanti così significativi per sensibilizzare la cittadinanza sulla marginalità ricordando una cosa non affatto scontata: “’noi normali’ possiamo diventare ad un tratto dei ‘diversi’”, invitando tutti ad un attento ascolto e alla importanza della buona amministrazione. Infine, lo psicologo Costantino, coinvolto in prima persona in esperienze di integrazione promozione umana, sintetizzava dicendo che il calcetto era ed è parte integrante delle attività della Comunità, e aggiungeva che un quid in più veniva da un nuovo operatore, Massimo Scarabattoli, che sta portando avanti il progetto del “CalcioSociale” in comunità ma non solo – è previsto un torneo a giugno per avvicinare quanti più appassionati di calcetto e che sentono una crisi etica. Simbolo del calcio sociale è il Sole, che nel mito rappresenta la vita e la speranza: come ricorda Massimo Vailati del Progetto Migranti, bisogna soffiare sulle nuvole che tentano di oscurare questo bel sole. Progetto Migranti: perché? Perché tra le sue attività istituzionali (in collaborazione con Arci e Caritas, si occupa di sport per cittadini stranieri con difficoltà di integrazione. La signora Farnaz Mirzapoor, campionessa di diversità – iraniana, islamica, “ingegnere” (scoppio di risate) molto ex – ha pensato bene di fare rete coinvolgendo il Progetto Migranti che nasce col Terremoto del 2009 a L’Aquila nel Calcio sociale. Oltre a sport, il Progetto Migranti si occupa di Teatro, Arte, Librerie e Ludoteche itineranti. Invita tutti nella suo “Mondo in una stanza” il 14 aprile per festeggiare la primavera. E “Fare Rete E’ Fare Goal”, era l’intento di un’altra meritoria manifestazione organizzata dalla Ct Passaggi in collaborazione con i comuni della Piana del Cavaliere, un preludio, quasi…

Il momento delle testimonianze di coloro che si sono giovati del Calcio Sociali o comunque che si sono buttati anima e corpo su questo progetto raggiungeva il climax coll’intervento di Michele, di Roma, che ribadiva l’assenza di buonismo a buon mercato nel Calcio sociale, sosteneva l’importanza della “Forza della Gratuità” e di fare “comunità metropolitana” ricordando l’importanza dell’accoglienza degli sradicati: di fatti, ogni squadra di calcetto del torneo romano in anni passati aveva un nome di un rifugiato politico africano (ogni anno il torneo ha una tematica. Definiva il Calcio sociale “un contenitore” – non studiato a tavolino – per di più ‘funziona’! Come per un signore sulla sessantina che dopo un grave lutto, la scomparsa della moglie viene invitato a giocare: “giocherò fiché non avrò un bastone in mano per aiutarmi nel cammino”.

Si invitano tutti quelli che ne vogliono sapere di più a visitare il website del calcio sociale: www.calciosociale.it e a vedere il video su Youtube della trasmissione “Senza Tituli” de La 7 del 26 dicembre 2009, dedicata al Calcio Sociale. (gdm per l’attività riabilitativa blog)

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Poesia: La stella e il fiume (di PPG)

21 mar

Roccia di stella

ruscello di sole

mantello di nuvola

fumo di fiume

caldo di luna

fresco di montagna

scendo dalla scala dei pensieri

e attorno trovo tutti più veri.

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Proverbi di papà Carmine e zia Cinzia

14 mar

<<Chi parla poco, dice tanto.>>

<<Con la moglie al lato, il marito è sempre beato.>>

Proverbi napoletano:

<<Pare ‘a nave ‘i Fraceschiello: a poppa combattevano e a prora nun ‘o sapevano.>>

(Si dice di una cosa scombinata senza capo né coda).

<<Pe’ magna’, fatica ‘e stiento, pe’ cacà nun ce miett’ nient’.>>

(Senza traduzione).

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