Presso la sala convegni del municipio di Carsoli (AQ), ieri, 22 marzo 2012, alla presenza del sindaco Mario Mazzetti, di Salvatore Costantino, psicologo della Comunità Terapeutica Riabilitativa Passaggi e di Bruno Conti, che nonostante l’omonimia col campione della Magica degli anni ’80 è bensì un operatore culturale del Cospe-Firenze, si è svolta la conferenza di presentazione del “Calcio Sociale” per il territorio marsicano, un modo per giocare al calcio integrando qualsiasi tipo di esperienza di diversità, sofferenza, volontarismo, buona volontà ed educazione non formale. Le sette regole del calcio sociale sono: (1) si può giocare dai 10 ai 90 anni, (2) la diversità è la regola, (3) esistono due figure, il capitano e l’educatore, (4) non ci sono arbitri né tanto meno cartellini, (5) al terzo gol, il marcatore esce, (6) per tirare il rigore viene designato “il più debole”, (7) non ci sono riserve, tutti titolari.
Nonostante alcune piccole e simpatiche difficoltà tecniche col proiettore – quasi ad indicare la semplicità di questa manifestazione, che è pur sostenuta per il piano operativo dal Fondo Europeo per l’Integrazione, tutto è iniziato in pieno poco dopo le 17 alla presenza di un centinaio di uditori. Conti ricordava a tutti, che nonostante la cronaca (Tolosa, il senegalese ucciso a Firenze, la strage di Oslo ai danni dei giovani socialisti) l’ottimismo non deve finire; il sindaco si compiaceva della presenza giovanile e del lavorio silenzioso e costante negli anni per arrivare a fare passaggi in avanti così significativi per sensibilizzare la cittadinanza sulla marginalità ricordando una cosa non affatto scontata: “’noi normali’ possiamo diventare ad un tratto dei ‘diversi’”, invitando tutti ad un attento ascolto e alla importanza della buona amministrazione. Infine, lo psicologo Costantino, coinvolto in prima persona in esperienze di integrazione promozione umana, sintetizzava dicendo che il calcetto era ed è parte integrante delle attività della Comunità, e aggiungeva che un quid in più veniva da un nuovo operatore, Massimo Scarabattoli, che sta portando avanti il progetto del “CalcioSociale” in comunità ma non solo – è previsto un torneo a giugno per avvicinare quanti più appassionati di calcetto e che sentono una crisi etica. Simbolo del calcio sociale è il Sole, che nel mito rappresenta la vita e la speranza: come ricorda Massimo Vailati del Progetto Migranti, bisogna soffiare sulle nuvole che tentano di oscurare questo bel sole. Progetto Migranti: perché? Perché tra le sue attività istituzionali (in collaborazione con Arci e Caritas, si occupa di sport per cittadini stranieri con difficoltà di integrazione. La signora Farnaz Mirzapoor, campionessa di diversità – iraniana, islamica, “ingegnere” (scoppio di risate) molto ex – ha pensato bene di fare rete coinvolgendo il Progetto Migranti che nasce col Terremoto del 2009 a L’Aquila nel Calcio sociale. Oltre a sport, il Progetto Migranti si occupa di Teatro, Arte, Librerie e Ludoteche itineranti. Invita tutti nella suo “Mondo in una stanza” il 14 aprile per festeggiare la primavera. E “Fare Rete E’ Fare Goal”, era l’intento di un’altra meritoria manifestazione organizzata dalla Ct Passaggi in collaborazione con i comuni della Piana del Cavaliere, un preludio, quasi…
Il momento delle testimonianze di coloro che si sono giovati del Calcio Sociali o comunque che si sono buttati anima e corpo su questo progetto raggiungeva il climax coll’intervento di Michele, di Roma, che ribadiva l’assenza di buonismo a buon mercato nel Calcio sociale, sosteneva l’importanza della “Forza della Gratuità” e di fare “comunità metropolitana” ricordando l’importanza dell’accoglienza degli sradicati: di fatti, ogni squadra di calcetto del torneo romano in anni passati aveva un nome di un rifugiato politico africano (ogni anno il torneo ha una tematica. Definiva il Calcio sociale “un contenitore” – non studiato a tavolino – per di più ‘funziona’! Come per un signore sulla sessantina che dopo un grave lutto, la scomparsa della moglie viene invitato a giocare: “giocherò fiché non avrò un bastone in mano per aiutarmi nel cammino”.
Si invitano tutti quelli che ne vogliono sapere di più a visitare il website del calcio sociale: www.calciosociale.it e a vedere il video su Youtube della trasmissione “Senza Tituli” de La 7 del 26 dicembre 2009, dedicata al Calcio Sociale. (gdm per l’attività riabilitativa blog)
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Etichette: Calcio Sociale, Comune di Carsoli, Percorsi Migranti