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Dipinti di Filippo

23 mag

Roberta Gatti espone a Carsoli

7 apr

Prima personale per Roberta Gatti, quarantunenne, pittrice oricolana allieva di Gianni Petriccone, maestro d’arte che si divide tra Roma e Avezzano: 10 opere per quasi altrettanti spunti stilistici. La pittura viene presa sul serio come un diversivo non banale e massificato, e soprattutto come vera e propria passione che porta l’autrice a esprimersi attraverso modelli stilistici quali l’impressionismo à la Monet, e nel fare copie di immagini Fantasy con esiti piacevoli da osservare; non disdegna quadri su commissione. Non ancora esplora il territorio del ritrattismo e del falso d’autore, avendo anche l’umiltà di dire che deve ancora imparare. La tecnica privilegiata è olio su tela. Le sue opere sono ancora acerbe nel senso che sono ancora limitate all’hobby, visto l’impegnativo excursus di un autore professionista. Privilegia, la Gatti, il figurativo: notevoli la “ballerina di flamenco”, la “donna con spalle nude vista da dietro”, l’intermezzo dell’“angelo fantasy” e la non indifferente tecnica del chiaroscuro, senza grossolanità o imperfezioni, ma come nota di merito. Soprattutto il quadro di donna con spalle nude vista da dietro esprime una tecnica ben rodata nell’alternare il pieno e il vuoto nella pennellata (tra l’altro è il prodotto di una performance estemporanea). Roberta si definisce una principiante, ha riscoperto, dopo l’abbandono ai 27 anni, con gli impegni familiari, la pittura, nonostante abbia una formazione liceale scientifica. Roberta Gatti si è rilanciata con una personale, dopo alcune collettive, che definire naïve potrebbe risultare se non offensivo, almeno sminuente il talento che dimostra. In esposizione presso il Bar Centrale di Carsoli (AQ), via Roma. Dal 7 aprile. (giusdavmira)

A proposito di CalcioSociale

23 mar

Presso la sala convegni del municipio di Carsoli (AQ), ieri, 22 marzo 2012, alla presenza del sindaco Mario Mazzetti, di Salvatore Costantino, psicologo della Comunità Terapeutica Riabilitativa Passaggi e di Bruno Conti, che nonostante l’omonimia col campione della Magica degli anni ’80 è bensì un operatore culturale del Cospe-Firenze, si è svolta la conferenza di presentazione del “Calcio Sociale” per il territorio marsicano, un modo per giocare al calcio integrando qualsiasi tipo di esperienza di diversità, sofferenza, volontarismo, buona volontà ed educazione non formale. Le sette regole del calcio sociale sono: (1) si può giocare dai 10 ai 90 anni, (2) la diversità è la regola, (3) esistono due figure, il capitano e l’educatore, (4) non ci sono arbitri né tanto meno cartellini, (5) al terzo gol, il marcatore esce, (6) per tirare il rigore viene designato “il più debole”, (7) non ci sono riserve, tutti titolari.

Nonostante alcune piccole e simpatiche difficoltà tecniche col proiettore – quasi ad indicare la semplicità di questa manifestazione, che è pur sostenuta per il piano operativo dal Fondo Europeo per l’Integrazione, tutto è iniziato in pieno poco dopo le 17 alla presenza di un centinaio di uditori. Conti ricordava a tutti, che nonostante la cronaca (Tolosa, il senegalese ucciso a Firenze, la strage di Oslo ai danni dei giovani socialisti) l’ottimismo non deve finire; il sindaco si compiaceva della presenza giovanile e del lavorio silenzioso e costante negli anni per arrivare a fare passaggi in avanti così significativi per sensibilizzare la cittadinanza sulla marginalità ricordando una cosa non affatto scontata: “’noi normali’ possiamo diventare ad un tratto dei ‘diversi’”, invitando tutti ad un attento ascolto e alla importanza della buona amministrazione. Infine, lo psicologo Costantino, coinvolto in prima persona in esperienze di integrazione promozione umana, sintetizzava dicendo che il calcetto era ed è parte integrante delle attività della Comunità, e aggiungeva che un quid in più veniva da un nuovo operatore, Massimo Scarabattoli, che sta portando avanti il progetto del “CalcioSociale” in comunità ma non solo – è previsto un torneo a giugno per avvicinare quanti più appassionati di calcetto e che sentono una crisi etica. Simbolo del calcio sociale è il Sole, che nel mito rappresenta la vita e la speranza: come ricorda Massimo Vailati del Progetto Migranti, bisogna soffiare sulle nuvole che tentano di oscurare questo bel sole. Progetto Migranti: perché? Perché tra le sue attività istituzionali (in collaborazione con Arci e Caritas, si occupa di sport per cittadini stranieri con difficoltà di integrazione. La signora Farnaz Mirzapoor, campionessa di diversità – iraniana, islamica, “ingegnere” (scoppio di risate) molto ex – ha pensato bene di fare rete coinvolgendo il Progetto Migranti che nasce col Terremoto del 2009 a L’Aquila nel Calcio sociale. Oltre a sport, il Progetto Migranti si occupa di Teatro, Arte, Librerie e Ludoteche itineranti. Invita tutti nella suo “Mondo in una stanza” il 14 aprile per festeggiare la primavera. E “Fare Rete E’ Fare Goal”, era l’intento di un’altra meritoria manifestazione organizzata dalla Ct Passaggi in collaborazione con i comuni della Piana del Cavaliere, un preludio, quasi…

Il momento delle testimonianze di coloro che si sono giovati del Calcio Sociali o comunque che si sono buttati anima e corpo su questo progetto raggiungeva il climax coll’intervento di Michele, di Roma, che ribadiva l’assenza di buonismo a buon mercato nel Calcio sociale, sosteneva l’importanza della “Forza della Gratuità” e di fare “comunità metropolitana” ricordando l’importanza dell’accoglienza degli sradicati: di fatti, ogni squadra di calcetto del torneo romano in anni passati aveva un nome di un rifugiato politico africano (ogni anno il torneo ha una tematica. Definiva il Calcio sociale “un contenitore” – non studiato a tavolino – per di più ‘funziona’! Come per un signore sulla sessantina che dopo un grave lutto, la scomparsa della moglie viene invitato a giocare: “giocherò fiché non avrò un bastone in mano per aiutarmi nel cammino”.

Si invitano tutti quelli che ne vogliono sapere di più a visitare il website del calcio sociale: www.calciosociale.it e a vedere il video su Youtube della trasmissione “Senza Tituli” de La 7 del 26 dicembre 2009, dedicata al Calcio Sociale. (gdm per l’attività riabilitativa blog)

Grace and Carsoli

10 feb

Carsoli - X.II.  A.D. MMXII

“Venerare gli anziani” (Regola di Benedetto, 4.70)

Vedo camminare con difficoltà donne e uomini che hanno una certa età, sono anziani, per l’appunto! Mi preoccupo per quelli che sono soli, che non hanno figli, nipoti o parenti, che li possano aiutare nelle faccende quotidiane, la spesa, la posta, il medico, la farmacia, il cup.

Se qualcuno di voi conosce un anziano solo, che lo vada a trovare, se la confidenza lo permette, o almeno segnali al Comune e alla Protezione Civile, la presenza e l’eventuale ausilio di cui ha bisogno.

“Amare i giovani” (RB, 4.71)

Dopo aver giustamente limonato, per chi è fidanzato…, vedetevi ‘sto film in dvd o scaricato da μ, è uno spasso!!!

Grace è una anziana donna che vive in Cornovaglia (UK), e il marito in eredità lascia solo debiti. Ha il pollice verde, e qualcuno gli propone di sostituire agli innesti di orchidea, una coltivazione intensiva di marijuana. Allora tutti in paese si preoccupano dei suoi guai dovuti ai misfatti del marito defunto, gli affari gli vanno bene, e tutti, dall’hippie sempre ubriaco allo sceriffo del paese sanno tutto.

Buona visione!!!

Pensieri sull’inverno (Spizzico77)

8 feb

L’inverno è una stagione per me freddo , per cui bisogna ricorrere a coprirsi pesantemente.

Questo periodo dell’anno lo trovo poco piacevole perché si e costretti a restare in posti chiusi, mentre a me piace stare all’aria aperta.

Ciò che apprezzo dell’inverno sono le feste natalizie. Probabilmente perché si respira un atmosfera calorosa nonostante le temperature fredde. Inoltre mi ricorda quando cera ancora mamma che era molto indaffarata nei preparativi natalizi.

In inverno siamo costretti a indossare abiti pesanti , mentre l’estate siamo più liberi anche nell’vestirci. In estate ci si veste in maniera più comoda in inverno invece siamo costretti ad indossare abiti più pesanti. Per quanto riguarda lo stato d’animo in inverno mi sento più ”ingolfata”e in estate mi sento più leggera.

Celeste il cielo (by PPG)

8 feb

Celeste il cielo

su terra innevata

celeste il cielo su un’idea vuota

celeste il cielo

e il tempo che ruota

al di là, al di là

del mio sguardo fisso che gira di là

dove c’è un raggio di luna

dove passa la mia fortuna

scriverò di un cielo celeste

scriverò delle tante tue feste

e intanto il tempo passa leggero

e mi accorgo che è tutto vero

celeste il cielo su terra innevata

celeste il cielo di sola andata

con il cuore che indifferente beve un caffè,

chiudo gli occhi e vedo te.

Giornata della Memoria

27 gen

Per chi ha la memoria corta o sta ancora a “pluto” (e ce ne sono, eh!)

Ma dico io?!

Meglio il calcio sociale e le tifoserie che non fanno politica con le croci celtiche sugli spalti, certamente!

Per non dimenticare!

* * *

“Quando venne il tempo della loro purificazione (di Giuseppe e Maria, come ogni coppia dell’epoca per la legge levitica, ndr) secondo la Legge di Mosé ( e b r a i c a ; nonostante la concezione virginale di Maria, ndr), portarono il bambino (Gesù, ndr) a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.” (Lc, 2, 22-23) [Testo CEI '71]

* * *

Ezra Pound non è in svendita!

I fiadoni abruzzesi

25 gen

Dopo aver assaggiato i fiadoni ed aver scoperto quanto sono buoni, non potevamo fare a meno di segnalarvi la ricetta di questa bontà abruzzese. Buon lavoro e buon appetito!!!

Per la pasta:
500 g farina 00
5 uova
un pizzico di sale
1 cucchiaio di olio

Per il ripieno:
250 gr di rigatino
3 cucchiai di pecorino grattugiato
3 uova
pepe

Procedimento:
Setacciate la farina sulla spianatoia, fate la fontana e versatevi le uova sbattute, il sale e il cucchiaio di olio. Incorporate poco per volta la farina ed impastare energicamente fin ad ottenere una palla soda ed elastica (simile alla sfoglia per la pasta fresca). Avvolgete la palla con pellicola e lasciate riposare per almeno 30 minuti.
Per il ripieno amalgamate i formaggi alle uova ed unire abbondante pepe. Dovrete ottenere un impasto semidenso.
Stendete la pasta formando delle strisce di sfoglia non troppo sottili.
Allineatevi dei mucchietti di ripieno grandi come una noce. Bagnate la pasta tutt’attorno (servirà a far aderire meglio le due parti evitando che si aprano in cottura) e ripiegate il lembo della pasta libero premendo con le dita intorno al ripieno per far uscire l’aria.
Ritagliate i fiadoni con una rotella dentata e formate delle mezzelune.
Pressate bene i bordi!
Mettere i fiatoni in una placca foderata di carta forno e spennellarli con un tuorlo d’uovo diluito con poca acqua.
Incidete la pasta con le forbici e cuocete a 190° per circa 15-20 minuti.

N.B. I fiadoni si conservano per molti giorni chiusi in un sacchetto di plastica anche se, col passare dei giorni, tendono a diventare sempre più duri. In quel caso è possibile passarli pochi minuti in forno caldo per farli tornare morbidi

FATA MORGANA – LITFIBA

25 gen

 

Oh, vedo tutto attraverso sabbia rossa e deserto
Ho sete, ho sete di te che non sei qui
Stella caduta dagli occhi,
Che voli sul mio deserto
Ho sete, le nuvole mi cadono dentro,
Cerchio che ha perso il suo centro,
Perché ha smarrito ogni senso
Oh, sabbia rossa e deserto
Lunga scala d’aria che sale dal deserto
Non c’è confine tra l’occhio dentro e l’occhio fuori
Morgana
Lenta processione all’alba nel deserto
Fata Morgana ha già cambiato ogni profilo
Aspetto a parlare prima che l’illusione si sia mossa
Poi scopro il confine che dall’infinito vola dentro di me
Morgana
Ho sete significa che sono vivo
Che importa se l’ultimo o il primo
Il cuore vuol battere ancora, ancora
Oh, sabbia rossa e deserto
La sento negli occhi, in fondo ai miei occhi,
Salire dal mare passando dal cuore

Comprato primo pannello solare per le bambine del Congo

16 gen

Cari amici, siamo lieti di annunciare che la nostra amica Duna Felici, in Congo, grazie alla raccolta fondi (che non è però finita…), ha potuto acquistare il primo pannello solare per il riscaldamento dell’acqua. Come ricorderete, infatti, miravamo a raccogliere fondi sufficienti per costriure un impiato di riscaldamento dell’acqua che, all’altitudine dove si trovano le bambine orfane, ospiti della Maison Laura, è piuttosto “freddina”, la mattina. Come vedete i vostri soldi stanno dando i primi frutti. Qui sotto potete vedere la foto del pannello solare. Duna è quella che indossa la maglietta rosa.

foto primo pannello Congo

Foto del primo pannello solare in Congo. La ragazza con la maglietta rosa è Duna.

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