Il primo maggio è la festa dei diritti dei lavoratori, conseguenza della loro lotta nella società. La giornata è organizzata dai 3 sindacati principali e prevede una serie di esibizioni musicali di vario genere, intervallate da testimonianze di giovani lavoratori.
Nonostante persistano varie forme di sfruttamento legalmente riconosciute, in Italia, sono comunque stati conquistati molti diritti dai lavoratori. In altre nazioni, invece la situazione è ancora peggiore. Basta considerare i mille lavoratori morti, pochi giorni fa, nella fabbrica tessile del Bangladesh che è crollata su di loro.
Sul palco del concerto, fra i vari interventi si sono distinti alcuni ragazzi che hanno raccontato la loro esperienza di imprenditori agricoli. Hanno parlato delle loro difficoltà soprattutto riguardo al pregiudizio della società verso il lavoro agricolo e manuale in genere. Il gruppo ha aperto un dibattito sull’importanza di una riqualificazione del territorio con conseguente ritorno al lavoro agricolo.
Dal quadro è emerso che le istituzioni cercano di incentivare la semplificazione della filiera agricola, che permette maggiori vantaggi sia al produttore che al consumatore.
La riflessione nel gruppo del nostro blog ha sottolineato che la crisi economica che attraversiamo ci spinge rivalutare anche l’autoproduzione dei prodotti della terra. Questo comporta fatica e dedizione, a cui la nostra generazione deve riabituarsi.
(a cura del gruppo del blog)


